Senato della Repubblica, Piazza Madama, Roma
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Disposizioni finali e transitorie

E’ infine prevista una serie di disposizioni transitorie, che porteranno maggiore incertezza sul panorama politico italiano.


La disciplina transitoria, tra l’altro:

  • regola le elezioni del nuovo Senato, prevedendo che la stesse vengano effettuate da parte dei consiglieri regionali, sulla base di liste bloccate e in totale assenza di una volontà espressa dagli elettori, con il venir meno delle minime regole della democrazia. Purtroppo tale norma transitoria non varrà solo per l’elezione del primo Senato ma resterà in vigore fino a quando non verrà approvata dal Parlamento la legge elettorale del Senato e pertanto questa norma transitoria potrà essere utilizzata per sempre. Le province sono soppresse ma continuano a vivere nell’incertezza assoluta degli “enti di area vasta”, rinviando a leggi statali e regionali di futura memoria.
  • sottrae, sino alla revisione concordata dei rispettivi statuti, le Regioni speciali e le province autonome alla applicazione delle nuove competenze e funzioni; quindi allargherà il divario tra Regioni ordinarie e Regioni a statuto speciale, senza termini temporali di adeguamento per queste ultime. La nuova clausola di supremazia non potrà essere riferita anche alle Regioni a statuto speciale.
  • Una semplice riflessione per le regioni a statuto speciale: se la riforma per loro è così bella perché hanno preteso che non si applicasse anche a loro?

Nelle norme transitorie si fa uno specifico riferimento all’utilizzo degli attuali regolamenti parlamentari laddove compatibili. Si tratta di una valutazione molto discrezionale e complessa e non è chiaro chi dovrà effettuarla (i presidenti delle Camere, le relative assemblee o specifici organismi)?

L’incertezza si ripercuoterà subito sul funzionamento, o sul non funzionamento, delle Camere.

E per finire la vera perla, all’articolo 40 comma 5, dove si prevede che ‘lo stato e le prerogative dei senatori di diritto e a vita restano regolate seconde le disposizioni già vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge’, il che significa che le prerogative e indennità attuali non vengono toccate a questi signori.

Ecco perché il presidente emerito Napolitano si è tanto speso per questa riforma…