Le bugie sui tagli alla casta e alle poltrone

Sostengono che con la Riforma della costituzione si risparmierebbero ben 490 milioni, ma sono solo bugie. I tagli si fermerebbero circa a 50 milioni di euro, briciole rispetto a quanto viene promesso.


 

Secondo l’ineffabile ministro, intervenuto alla Camera l’8 giugno, con la Riforma della Costituzione si risparmierebbero ben 490 milioni di euro. Definire questa una balla non rende l’idea. Come vedremo, in realtà, al massimo, stando larghi con le cifre, si potrebbero tagliare non più di 50.150.000 euro, solo il 10,2% di quanto promesso (di cui 42,3 milioni derivanti dai tagli alle indennità e ai rimborsi dei senatori, di cui 5,54 milioni derivanti dalla riduzione dei gruppi parlamentari e delle spese per le commissioni, zero euro per quanto riguarda il personale politico delle Province e 2,2 milioni per la soppressione del Cnel).

Il totale ammonta quindi a 50.150.000, il 10,2% dei 490 milioni promessi dal ministro. Tanto o poco? Per la vita di ognuno di noi si tratta ovviamente di una cifra che non vedremo mai. Ma per lo Stato sono briciole.

Pensate che ogni ora e 55 minuti il debito pubblico si alza della stessa cifra e ogni 31 minuti lo Stato spende la stessa quantità di soldi.

Un altro motivo per bocciare questa riforma, inutile sul fronte dei risparmi e dannosa per la democrazia e la libertà.

Il vero taglio della ‘casta’ della politica e delle relative spese era stato realizzato nel 2010 e nel 2011 dal Governo di centrodestra con due provvedimenti del Ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli, con le leggi 122/2010 e la legge 138/2011, con cui avevamo ridotto il numero dei consiglieri e degli assessori comunali di 57.384 unità e il numero dei consiglieri e assessori provinciali di 887 unità e di 175 il numero dei consiglieri regionali e delle relative indennità per un risparmio complessivo di 120 milioni tra Comuni, Province e Regioni.

Chi è intervenuto per ricostituire la ‘casta’ e incrementare i numeri delle poltrone della politica? Proprio il Governo Renzi che grazie alla legge Delrio ha riaumentato il numero dei consiglieri comunali di 18.118 unità e quello degli assessori comunali di circa 5032, per un totale di oltre 23mila poltrone in più, con un incremento di spesa di quasi 37 milioni, avendo così già quasi cancellato, di fatto, i possibili 50,5 milioni di risparmi che porterebbe la riforma costituzionale.

Alla faccia del taglio della ‘casta’ e delle spese delle politica, cui bisogna giungere che nella riforma costituzionale del centrodestra, approvata nel 2005 e bocciata al successivo referendum del giugno 2006, erano stati tagliati non solo i senatori ma anche i deputati per un complessivo di 198 parlamentari tagliati.