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Il Prefetto manda 47 profughi a Anfo: è il 10% della popolazione del paese | Corriere Brescia

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I migranti sono ospitati al residence Tre Casali. A Anfo, 490 abitanti, malumori ma nessuna protesta su larga scala. Sul posto Lega e Casapound, nessuno scontro.


Da sabato, il 10% della popolazione di Anfo è composto da richiedenti asilo. Il piccolo Comune della Valsabbia, noto ai più solo per la splendida rocca del XV secolo che si affaccia a picco sul lago d’Idro, è in fibrillazione. La decisione del Prefetto di Brescia, Valerio Valenti, ha acceso gli animi dei 490 abitanti: molti sembrano non accettare l’arrivo dei 47 migranti ma non si sono registrate proteste su larga scala e i toni restano pacati. Un gruppetto di militanti di Casapound ha provato a avvicinarsi al residence Tre Casali, dove i profughi sono ospitati, ma hanno desistito dopo che la polizia si è frapposta. Non si sono registrati scontri nè particolari tensioni.

La protesta della Lega
Per il sindaco, Umberto Bondoni: «Quarantasette persone in un Comune così piccole sono davvero troppe. Questo non è un problema della sola Anfo ma di tutta la Valsabbia». Per la Prefettura, i 47 migranti dovrebbero fermarsi poco più di un mese. La Lega Nord ha organizzato un presidio di protesta: gli esponenti del Carroccio si sono trovati sabato alla Rocca, simbolo del paese.

Tra i politici erano presenti Stefano Borghesi, parlamentare Lega Nord, e di Gianmaria Flocchini, presidente della Comunità Montana. Esattamente un anno fa, sempre in provincia di Brescia ma in alta Valtrompia, molti abitanti di San Colombano di Collio si ribellano provando a «sfrattare» 19 richiedenti asilo.

 

Fonte: Corriere della Sera Brescia

 

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