Le ragioni del NO al #Referendum costituzionale | Ghedi


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Referendum No Ghedi

Referendum No Ghedi

Dopo un ottimo spiedo, una bella occasione per confrontarci a Ghedi. Con me, anche Fabio Rolfi, Stefano Candiani e Paolo Formentini.


Ghedi: sala gremita al ristorante Da Marco per la cena con dibattito rivolta a chiarire le idee in vista del Referendum costituzionale del 4 dicembre. Ottimo spiedo e tanta bella gente, l’ideale per un confronto costruttivo.

Questa riforma è una truffa, e i motivi che lo dimostrano sono tanti. Uno dei motivi lo spiega ai convitati Paolo Formentini, Segretario provinciale, ed è la cosiddetta «clausola di supremazia».

In base ad un non meglio definito “interesse nazionale”, con questa clausola lo Stato centrale potrà sovrapporsi alla legislazione regionale ogni volta che vorrà. È in gioco il futuro delle autonomie locali e della democrazia.

Facciamo vedere a Renzi la forza del popolo del Nord – ha chiuso Formentini -, vi aspetto numerosi alla manifestazione del 12 novembre a Firenze.


Tocca poi a Fabio Rolfi spiegare le sue motivazioni per il NO al Referendum costituzionale. Il primo invito che fa il Consigliere regionale è proprio quello di andare a votare. “Non c’è il quorum, quindi è importante andare a votare e votare NO”. Viene poi smentito uno dei cavalli di battaglia di questa riforma costituzionale: l’abbattimento dei costi della politica per la riduzione del numero di parlamentari.

I risparmi sono veramente limitati: parliamo di circa 50 milioni che per lo Stato non sono niente.

La volontà vera di questa riforma è togliere potere al popolo.

Il popolo non voterà più per il Senato e non potrà mai decidere sui trattati internazionali. Se vince il sì, scordiamoci di uscire dall’euro per esempio.

Una chiosa finale ancora sul pericolo che corrono le autonomie locali e i poteri delle Regioni. Se passa questa riforma, tutto verrà gestito dal potere centrale. Per la Lombardia, che è la miglior regione d’Italia sotto numerosi aspetti, questo è un grosso rischio.

Abbiamo la possibilità di fermare questa deriva centralista e anti-democratica, e anche di mandare a casa Renzi. Già il fatto che ha detto che lascia se perde il referendum, deve spingerci ad andare a votare e a votare NO.


È poi toccato a me, e ho ribadito come il 4 dicembre sia una data fondamentale per mandare a casa questo governo. Questa riforma è assolutamente sbagliata, e ci viene venduta con delle balle colossali. Un pericolo nascosto di questa riforma è l’accentramento di poteri su un solo capo politico. Abbinata all’Italicum, infatti, questa riforma permetterebbe a Renzi di mettere le mani su tutti i poteri dello Stato.

Le leggi approvate da questo governo non hanno fatto altro che penalizzare i nostri territori. Un esempio su tutti: gli uccellini sono stati eliminati dallo spiedo bresciano.

L’Italia ha un governo che non fa gli interessi dei territori, ma che svende il paese ai potenti della finanza. Abbiamo l’occasione di mandarlo a casa, e spero che tutti qui a Ghedi stasera siano consapevoli.

Non c’è il quorum: basta che il NO vinca di un solo voto in più per cancellare questa riforma e mandare a casa questo governo. È un’occasione irripetibile, ed è alla nostra portata.


L’ultimo intervento spetta al Sen. Stefano Candiani, che chiarisce cosa c’è in gioco al referendum: la nostra libertà.

Votare NO non significa soltanto mandare a casa Renzi, ma significa anche proteggere il diritto di essere padroni e sovrani a casa nostra. Non deve venire la Merkel a dare ordini all’Italia.

Una battuta poi su come rispondere a chi sostiene che questa riforma non sia perfetta, ma sia comunque meglio di niente. Candiani fa un esempio pratico:

Se vi dicono che in una porzione di polenta con i funghi ce ne sono alcuni buoni e altri velenosi, voi nel dubbio la polenta la mangiate? Spero di NO!

 

Infine, è bene ricordarci che di Renzi non ci si può fidare: vi ricordate la scena “Enrico, stai sereno”? Ecco, questo è Renzi. E per questo #iovotoNO.

 

Il VIDEO della serata QUI:

https://youtu.be/g5YTL729Qfw

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